Torniamo nuovamente a parlare di Chat Control, il perverso meccanismo di controllo delle chat dei cittadini europei promosso da alcuni stati europei. La proposta di legge, inizialmente bloccata grazie al voto contrario della Germania, è tornata, in forma ridotta, dalla porta sul retro.
Gli Stati membri dell’UE hanno concordato una posizione comune in merito al monitoraggio delle chat. I servizi Internet potranno leggere le comunicazioni volontariamente, ma non saranno obbligati a farlo.
La presidenza danese vuole che il progetto di legge venga approvato dal Consiglio il più rapidamente possibile, in modo che i negoziati del trilogo possano iniziare rapidamente.
La maggioranza degli stati ha sostenuto la proposta di compromesso. Almeno 15 hanno votato a favore, tra cui Germania e Francia. L’Italia ha sollevato riserve in merito alla proposta e ha fatto riferimento alle sue dichiarazioni rese all’AStV il 5 novembre. Secondo i rappresentati dell’Italia occorre valutare se il diritto alla privacy degli utenti possa essere adeguatamente tutelato nell’ambito di comunicazioni puramente volontarie. Vi erano preoccupazioni circa la possibilità che lo strumento potesse essere esteso ad altri reati e, pertanto, l’Italia ha espresso riserve in merito al sostegno alla proposta.
La Germania ha accolto con favore sia la rimozione delle misure obbligatorie sia il mantenimento permanente delle misure volontarie.
I rappresentanti permanenti intendono adottare ufficialmente la posizione nella prossima riunione del 26 novembre 2025.




