Il futuro di SUSE, uno dei nomi storici del mondo Linux enterprise, potrebbe presto cambiare ancora una volta. Secondo quanto riportato da Reuters, il fondo di investimento EQT AB starebbe valutando la vendita della società, in un’operazione che potrebbe raggiungere una valutazione di circa 6 miliardi di dollari.
Se l’operazione dovesse concretizzarsi, sarebbe l’ennesimo passaggio di proprietà nella lunga storia della società tedesca, da decenni protagonista nel settore delle infrastrutture Linux per aziende.
EQT esplora le opzioni per la vendita
Secondo le informazioni emerse, EQT avrebbe incaricato la banca d’investimento Arma Partners di sondare il mercato e verificare l’interesse di potenziali acquirenti, in particolare nel mondo del private equity. Tuttavia, il processo sarebbe ancora in una fase preliminare e non esiste alcuna certezza che la vendita venga effettivamente avviata.
EQT aveva già portato SUSE fuori dalla borsa nel 2023, valutando l’azienda circa 2,7 miliardi di euro. Un’eventuale vendita intorno ai 6 miliardi di dollari rappresenterebbe quindi un raddoppio della valutazione in poco più di due anni.
Attualmente l’azienda genera circa 800 milioni di dollari di fatturato annuo e oltre 250 milioni di EBITDA, numeri che la rendono una realtà solida nel mercato dell’infrastruttura open source enterprise.
Il contesto: mercato software e boom dell’AI
La possibile vendita arriva in un momento complesso per il settore tecnologico. Il mercato software sta attraversando una fase di grande trasformazione legata all’intelligenza artificiale: alcuni investitori temono che nuove tecnologie possano ridurre il valore di alcune categorie di software tradizionali.
Allo stesso tempo, però, le infrastrutture open source su cui girano cloud e sistemi AI stanno diventando sempre più centrali. In questo scenario, SUSE potrebbe rappresentare un asset strategico per chi vuole rafforzarsi nel mercato delle piattaforme enterprise.
Cosa potrebbe cambiare per l’ecosistema open source
Se la vendita dovesse concretizzarsi, resterebbe da capire quali conseguenze potrebbe avere sull’ecosistema legato a SUSE, in particolare:
- la distribuzione comunitaria openSUSE
- i progetti cloud-native legati a Rancher e Kubernetes
- la strategia open source dell’azienda
Per ora si tratta soltanto di valutazioni preliminari, ma la possibilità di un nuovo cambio di proprietà riaccende l’attenzione sul futuro di uno dei principali attori storici del mondo Linux.



