Chat Control 1.0 approvato: cosa cambia per privacy e crittografia in Europa

Il Parlamento europeo ha approvato la proroga di Chat Control 1.0 fino al 2028. La crittografia end-to-end non viene compromessa, ma resta aperto il dibattito sulla scansione delle comunicazioni private e sul futuro di Chat Control 2.0. Ecco tutto quello che c’è da sapere.

Il tema della privacy online torna al centro del dibattito europeo. Con il voto del 9 luglio 2026, il Parlamento europeo ha consentito la proroga di Chat Control 1.0, il regolamento temporaneo che permette ai fornitori di servizi digitali di analizzare volontariamente le comunicazioni degli utenti per individuare materiale pedopornografico (CSAM).

La decisione ha generato forti reazioni sia tra i sostenitori della tutela dei minori sia tra le associazioni che difendono i diritti digitali. Se da un lato la crittografia end-to-end rimane intatta, dall’altro molti esperti temono che questo rappresenti un nuovo passo verso forme di sorveglianza sempre più invasive.

Cos’è Chat Control 1.0

Chat Control 1.0 è un regolamento temporaneo dell’Unione Europea introdotto nel 2021 per consentire alle piattaforme online di continuare a rilevare materiale pedopornografico nelle comunicazioni elettroniche anche dopo l’entrata in vigore del Codice europeo delle comunicazioni elettroniche.

La normativa:

  • autorizza le piattaforme a effettuare controlli su base volontaria;
  • riguarda immagini, video e altri contenuti riconducibili allo sfruttamento sessuale dei minori;
  • non introduce un obbligo generalizzato di scansione delle chat.

In altre parole, il regolamento permette alle aziende che lo desiderano di utilizzare sistemi automatici per individuare contenuti illeciti, senza imporre tale attività a tutti i fornitori di servizi.

Perché il Parlamento europeo ha approvato la proroga

Il voto del Parlamento europeo è stato particolarmente insolito.

Ben 314 eurodeputati hanno votato contro la proroga del regolamento, mentre 276 si sono espressi a favore e 17 si sono astenuti. Tuttavia, per respingere formalmente la proposta del Consiglio era necessaria una maggioranza assoluta di 361 voti.

Non essendo stata raggiunta questa soglia, Chat Control 1.0 è stato automaticamente prorogato fino al 2028, evitando un vuoto normativo nelle attività di contrasto al materiale pedopornografico.

La crittografia end-to-end è davvero salva?

Uno dei principali timori riguardava la possibile eliminazione della crittografia end-to-end, utilizzata da applicazioni come WhatsApp, Signal e numerosi altri servizi di messaggistica.

La proroga di Chat Control 1.0 non impone di indebolire o aggirare la crittografia. I messaggi protetti da crittografia end-to-end continuano infatti a essere leggibili esclusivamente dal mittente e dal destinatario.

Questo punto rappresenta una differenza sostanziale rispetto ad alcune proposte contenute nel dibattito su Chat Control 2.0, che in passato avevano alimentato forti preoccupazioni per la possibilità di introdurre sistemi di controllo direttamente sui dispositivi degli utenti (client-side scanning).

Le critiche: “La sorveglianza entra dalla porta di servizio”

Tra i più duri oppositori della proroga figura Patrick Breyer, ex eurodeputato del Partito Pirata tedesco, che considera il voto una grave battuta d’arresto per la tutela della privacy.

Secondo Breyer, il regolamento continua a legittimare la scansione automatica delle comunicazioni private, creando un precedente che potrebbe favorire in futuro sistemi di controllo ancora più estesi.

Anche numerose organizzazioni impegnate nella difesa dei diritti digitali sottolineano diversi rischi:

  • possibili falsi positivi;
  • analisi automatica di contenuti privati;
  • aumento delle superfici di attacco per la sicurezza informatica;
  • rischio di estendere questi strumenti ad altri ambiti oltre alla lotta contro la pedopornografia.

Perché alcuni sostengono Chat Control

I favorevoli al regolamento ricordano invece che milioni di immagini e video di abuso sui minori continuano a circolare online.

Secondo questa posizione, consentire ai fornitori di servizi di individuare e segnalare questi contenuti rappresenta uno strumento fondamentale per:

  • identificare nuove vittime;
  • interrompere la diffusione del materiale illecito;
  • supportare le indagini delle autorità giudiziarie;
  • evitare un vuoto normativo fino all’approvazione della futura legislazione europea.

Chat Control 2.0: il vero scontro deve ancora arrivare

La proroga di Chat Control 1.0 non conclude il percorso legislativo europeo.

Nei prossimi mesi proseguiranno infatti i negoziati su Chat Control 2.0, la proposta destinata a sostituire l’attuale regolamento temporaneo con una normativa permanente.

Proprio questo testo potrebbe rappresentare il vero spartiacque tra la tutela dei minori e la protezione della privacy digitale, poiché in passato sono state discusse ipotesi molto più invasive rispetto all’attuale sistema volontario.

Conclusioni

La proroga di Chat Control 1.0 fino al 2028 rappresenta una decisione destinata a far discutere ancora a lungo.

Da un lato, l’Unione Europea ribadisce la volontà di rafforzare gli strumenti di contrasto alla diffusione del materiale pedopornografico. Dall’altro, restano vive le preoccupazioni di chi teme che le misure introdotte possano costituire il primo passo verso forme di sorveglianza sempre più estese.

Per il momento la crittografia end-to-end rimane protetta, ma il futuro della privacy digitale europea dipenderà soprattutto dall’esito del confronto su Chat Control 2.0.

Immagine di copertina generata con AI

Marco Giannini
Marco Giannini

Quello del pacco / fondatore di Marco’s Box

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