Google sperimenta il supporto Flatpak per Chrome e Chromium su Linux

Negli ultimi anni, la distribuzione del software su distribuzioni Linux ha visto un progressivo spostamento verso formati universali come Flatpak e Snap. Questi sistemi permettono di pacchettizzare le applicazioni includendo tutte le dipendenze necessarie, rendendole compatibili indipendentemente dalla distribuzione ospite (Ubuntu, Fedora, Arch Linux e derivate, Linux Mint, ecc.).

Mentre molti grandi progetti open-source hanno abbracciato questa filosofia fin dall’inizio, alcuni colossi si sono mossi con più cautela. Tra gli assenti spiccano Google Chrome e la sua controparte open-source, Chromium.

Tuttavia, una recente novità emersa dai repository del codice sorgente di Chromium mostra un importante cambiamento di rotta: gli ingegneri di Google stanno ufficialmente sperimentando la pacchettizzazione Flatpak per Chrome e Chromium.

Lo Stato Attuale e la Novità

Fino ad oggi, chi desiderava installare Chrome su Linux faceva tipicamente affidamento sui classici pacchetti .deb (per Debian, Ubuntu, ecc.) o .rpm (per Fedora, RHEL). Le versioni Flatpak di Chromium e Chrome attualmente disponibili su Flathub non sono ufficialmente mantenute da Google, ma gestite dalla comunità o da sviluppatori di terze parti.

Questo approccio “non ufficiale”, pur funzionando egregiamente, ha sempre portato a piccoli ritardi negli aggiornamenti o a potenziali problemi per quanto riguarda l’integrazione di sistema a basso livello.

Secondo le ultime modifiche registrate nel codice di Chromium, gli sviluppatori di Mountain View hanno iniziato a testare attivamente la creazione e il supporto interno per i pacchetti Flatpak. L’obiettivo principale di queste prove è verificare il comportamento del browser all’interno della sandbox restrittiva di Flatpak in combinazione con XDG portals.

Sandboxing e XDG portal: La sfida tecnica

L’architettura di sicurezza di Chrome e Chromium è complessa: il browser si basa fortemente sui Linux namespaces per isolare in modo sicuro i vari processi (schede, estensioni, rendering grafico), garantendo che una scheda compromessa non possa intaccare il resto del sistema.

Quando un’applicazione viene eseguita tramite Flatpak, subisce un ulteriore livello di confinamento tramite tecnologie come Bubblewrap. In passato, far convivere la sandbox nativa di Chromium con quella di Flatpak ha presentato diverse problematiche, costringendo spesso i pacchettizzatori a disabilitare o indebolire parzialmente l’isolamento interno del browser per fare affidamento solo su quello del container.

Perché gli XDG portal sono fondamentali?
Gli XDG portal permettono a un’applicazione confinata in una sandbox di comunicare in sicurezza con il sistema operativo ospite (ad esempio per l’apertura dei file, la gestione delle notifiche, la condivisione dello schermo o la stampa).

Le sperimentazioni in corso da parte di Google puntano a risolvere queste incompatibilità in modo ufficiale e nativo. Tra l’altro, già nei mesi scorsi era stato aggiunto il supporto alla stampa tramite XDG Portal, un tassello fondamentale in questa direzione.

Supporto ufficiale in arrivo su Flathub?

È importante sottolineare che, sebbene gli ingegneri Google stiano lavorando sul codice, la società non ha ancora annunciato formalmente un rilascio ufficiale o una build stabile su Flathub. Al momento si tratta di una fase di sperimentazione interna.

Tuttavia, il fatto che risorse di sviluppo Google vengano ufficialmente dedicate a questa infrastruttura è un segnale estremamente positivo. Un supporto Flatpak nativo e ufficiale porterebbe notevoli vantaggi:

  • Sicurezza e aggiornamenti diretti: Garanzia di scaricare pacchetti immutati e tempestivamente aggiornati dal team di sviluppo originale.
  • Compatibilità universale: Un’unica build perfettamente funzionante su qualsiasi distribuzione, riducendo la frammentazione (e ideale per distribuzioni immutabili come Fedora Silverblue o SteamOS).
  • Integrazione di sistema più pulita: Eliminazione di workaround e hack di terze parti per far funzionare correttamente la sandbox e le risorse hardware.

Se la sperimentazione andrà a buon fine, potremmo vedere presto Chrome e Chromium fare il loro debutto ufficiale nei repository Flatpak, segnando un momento importante per l’adozione dei formati di pacchettizzazione universali su Linux.

Immagine di copertina generata con AI

Marco Giannini
Marco Giannini

Quello del pacco / fondatore di Marco’s Box

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